Sviluppo sostenibile e riuso: questo alla base del progetto che Lavorgna, società di igiene urbana, ha avviato con l’Università di Napoli Federico II e l’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB-CNR), sezione di Pozzuoli.

Per minimizzare l’impatto ambientale – hanno spiegato gli ideatori del progetto –  la vera svolta per un’economia circolare è quella di rivedere i sistemi di riuso. Quello dei rifiuti è un problema complesso, in particolar modo quello legato al riutilizzo della plastica.

Il progetto, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico, non a caso si pone come obiettivo una rielaborazione dei cicli produttivi, apportando così importanti cambiamenti nel sistema di raccolta differenziata.
Sulla base di queste necessità, si guarda allo sviluppo di un impianto automatizzato di separazione di rifiuti plastici, al quale verranno integrati moduli per la triturazione, purificazione, macinazione ed essiccamento.

Per raggiungere tale questo scopo, l’impianto di separazione verrà progettato e realizzato in maniera da assicurare elevati standard di analisi, avvalendosi di tecnologie innovative di separazione, inclusi metodi ottici e spettroscopici. Si prevede, inoltre, un sistema di caratterizzazione delle plastiche in uscita e di identificazione dei loro possibili settori applicativi.
Diverse le fasi del progetto individuate: 6 Obiettivi Realizzativi, dei quali 3 di Ricerca Industriale e 3 di Sviluppo Sperimentale.

Migliorare la qualità dei prodotti in uscita dagli impianti – concludono i ricercatori – rappresenta un obiettivo fondamentale per rendere competitiva l’opzione del riciclo delle materie plastiche a fine vita rispetto ad altre strategie, quali la termovalorizzazione. Tutto questo sempre in un’ottica di vantaggio ambientale e riduzione dei costi.